Interview Electro Italia : MA LA NOTTE SI ! (version Italienne)

Interview Electro Italia : MA LA NOTTE SI !

Acid Infection Zonnebeck (Belgio) dicembre 2015 : Asphalt Pirates (live analog) mi presenta, nella penombra del retroscena, un amico, un certo Brosda di Roma. Una scena un po’ raffazzonata in un ristorante sperso nel bel mezzo della piatta campagna fiamminga. So still.

La notte non svela i suoi misteri, certo che no. Le voilute di suoni acidi pungono l’atmosfera, i lives si susseguono, il trascino la mia carcassa qua e là, mi perdo nel pattume del pubblico.

Comincio ad annoiarmi, i lives non mi fanno effetto , mi sdraio in fondo alla sala, sonnecchio nei tappeti sonori « oin-oin »… finché… i miei occhi si aprono come i fari di una vecchia carretta nella notte. Quello che sento è diverso… più profondo, più maturo. Intravedo la schiena dell’autore, è l’ ”amico” Brosda.

La sua musica mi intriga. Mi alzo d’un solo colpo, afferro la mia Nikon , mi pianto davanti a lui, davanti al palco. Vedo un viso giovane, serio come se avesse attraversato già le durezze e gli ostacoli che invecchiano l’anima anzitempo. La sua musica è specchio di questa sua serietà.

Ecco qui sotto il suo primo videoclip

Dopo il suo concerto parliamo fino all’alba. La notte non svela i suoi misteri ma il giorno a svelato un viso giovane dagli occhi colorati di verde, un look e una pettinatura quasi anni 50, che fa un po’ James Dean. Serio, umile. Si distacca dal mondo techno.

Da quel giorno non l’ho mai puù rivisto, ma ascoltato sì.

Il tempo passa, così tanta gente attraversa la nostra vita su questa terra che, anche se malata, non smette di girare sfiancata in una ronda che non quadra. La musica di Brosda, nel frattempo, lentamente concepita per questo tempo, è “una vera maratona”. Un talento compositivo inaudito per questo liver che è bravo certamente anche nell’ arrangiamento. La sua musica sembra attraversare fantomatica il Ponte dei Sospiri per venire ad annidarsi nella prigione della vostra malinconia. Andiamo a scoprire qualcosa di più con questa conversazione di più di 1260 km di distanza.

L’artista non è un fan di messenger né altri social, è all’antica, preferisce l’email.

Ecco l’intervista.

– How long do you compose and who or what is the trigger?

Ho iniziato a produrre musica elettronica verso i 17 anni, poi la cosa si è fatta più seria e consapevole verso i 21. Gli input sono stati molti, mio padre ha sempre ascoltato molta musica e suonava la chitarra, da piccolo ho suonato superficialmente anche io qualche strumento tra cui clarinetto e chitarra.

Più tardi ho fatto parte di un collettivo molto influente a Roma per quanto riguarda musica, graffiti e video. La necessità di creare è una cosa che ho avuto fin da piccolissimo col disegno, poi i graffiti, periodo in cui ho capito tante cose in merito al fatto di lavorare sul tuo stile, ed in fine con la musica.

– Can you define your music?

Molto difficile, preferisco lo faccia qualcun altro.

– Can you explain your state of mind when you compose and where do you compose?

Dipende, a volte mi sento più punk, a volte ho bisogno di essere più tecnico, a volte c’è uno stato di alterazione alla base, a volte sono estremamente cosciente, l’unica costante è l estraneazione.

Ho sempre suonato nella camera dove dormivo o viceversa, fino a qualche mese fa quando ho trovato una sistemazione in un vero studio, cosa che mi sta aiutando molto sotto tanti aspetti.

– You are discret and not a « Facebook artist » is it a choice?

Non accetto il fatto di sprecare troppo tempo mostrandomi agli altri, poi c’è anche da dire che amo vivere i momenti, mi infastidisce solo pensare che ogni volta che succede qualcosa o faccio qualcosa di interessante devo tirare fuori il telefono per fare un post o una foto.

Forse un giorno cambierò ma per ora sto bene così.

– Do you want to have more dates on tour?

Suonare di fronte ad un pubblico spesso è gratificante ma non sempre, dipende da molti fattori. La cosa più bella di farlo spesso è il fatto che ti dia la possibilità di dedicarti più alla musica evitando lavori noiosi, quindi la risposta è si.

– Your melodies are often terrible, sweet and melancolic with a deep kick /bass. Is it will always the soundtrack of your heart?

Non essendo un musicista nel senso classico del termine seguo molto l istinto quando compongo melodie ed armonie, forse questo fatto mi aiuta a non essere condizionato e a « seguire il mio cuore » come dici tu, in ogni caso il rovescio della medaglia è che per comporre melodie ed armonie devo essere particolarmente ispirato e si devono presentare delle condizioni particolari, cosa che ad esempio è meno necessaria quando lavoro sul suono.

– Your music seems compose by a man of 40 years olds very mature, i ever see you on scene in Belgium . You seemed so grave, your music is the same . Where do you come from your precocious serious?

Non lo so, forse mi prendo troppo sul serio. In ogni caso non mi piace fare le cose in maniera superficiale, se mi vedi serio è probabilmente perchè sono concentrato, non è facile quando usi tanti strumenti mantenere i paletti che ti dai o far uscire il suono che vuoi, se salti sul tavolo o alzi il pugno guardando il pubblico magari sei più cool ma non puoi fare altre cose.

« Our better selves » is an incredible track . So touching  with a distorted/judicious rythm & an effect very 80’s how can you deliver a track so deep like that?!

Our Better Selves è una traccia a cui sono molto legato, è un pezzo ispirato ad un immaginario distopico infatti tutta la parte ritmica e melodica sono composte in maniera totalmente non convenzionale, come immaginando che non esistano più tecniche o metodi precisi, ad esempio, mi sembra di ricordare che il groove storto sia ricavato da una traccia di sd scritto molto stretto e molto riverberato che grazie ad un gate suona solo in certi punti, e da li ho estrapolato un file midi che poi è servito a comporre kick basso e drums, mentre la parte melodica è composta utilizzando il mouse sul piano roll in recording, probabilmente con uno scale midi sul canale e poi tagliando i pezzi che più mi piacevano, il risultato ritmico è qualcosa che ha senso di esistere in un mondo in cui l orecchio umano sia abituato ad ascoltare qualsiasi cosa oppure niente.

– Do you think to create a long version of this wonderfull track? its seems so short!

Non credo, mi piace cercare nuove forme e cambiare tecniche spesso, quindi non amo fossilizzarmi su una cosa, sia che sia piaciuta molto a me sia che sia piaciuta agli altri, penso che continuare su una strada solo perchè ricevi più feedback sia veramente poco underground, non amo quando sento un artista che azzecca un sound o una traccia, magari fa tanti ascolti e le tracce dopo sembrano un continuo remake, lo trovo poco elegante, molto fastidioso e poco rispettoso nei confronti del pubblico che si impigrisce.

– What machines do you use for this track and all yours tracks?

Per questa in particolare ho usato un Juno 106 per la parte armonica introduttiva, Moog Voyager per il Kick, il modulare per il rullante e per la melodia, e poi vari processori di segnale tra distorsori e compressori e gate, per il resto utilizzo molte cose diverse, da modulari a synth chiusi a plug in, ultimamente sono molto focalizzato su GRP A2, modulare eurorack e Novation Peak, mi piace molto programmare i synth, amo le macchine che hanno un livello di programmazione profondo, quindi che mi permettono di esprimermi davvero, non scrivendo molta musica in senso classico, preferisco spesso fare suoni e tutte e tre queste macchine sono molto soddisfacenti per le mie esigenze, oltre a suonare in modo spaventoso.

– A clip has been realised of ‘our better selves » why this composition specially? it’s your first clip, do you think to realise others clip? 

Ho scelto questa traccia in particolare per la libertà con cui è stata composta, sapevo che sarebbe stata abbastanza difficile da capire, infatti mi stupisco del fatto che tu ti sia interessata così tanto, lo stesso regista ci ha messo un po ad apprezzarla veramente, in ogni caso l ho scelta proprio per il regista Trash Secco che è l amico più caro che ho, con il quale ho condiviso le esperienze più belle e significative e con il quale ho sviluppato una filosofia comune, e questa traccia ne è un po l emblema per varie ragioni, per la libertà, per l estetica disordinata e per il senso di distacco dal mondo reale.

Sicuramente farò altri video con Trash Secco.

– Keith Richards thinks videos kill the music … do you agree ? why do you need to join image with your music? 

Non mi piacciono gli slogan, e oltre a questo penso che un arte non possa ucciderne un altra, penso piuttosto che ci siano delle filosofie e delle visioni, ad esempio c’è chi pensa che la propria musica per funzionare non debba essere associata a nessun colore e a nessuna immagine, ma non per questo non può esistere un qualcos’altro che magari col video funziona ancora meglio, per quanto mi riguarda penso di aver fatto e di fare cose molto diverse e alcune vanno bene col video altre meno, mentre per quanto riguarda il discorso della fruizione, probabilmente lui ha detto questa cosa perchè guardare un video su mtv non ti permetteva di prestare la stessa attenzione al brano rispetto che ascoltarlo nel contesto di un disco, ma arrivati nel 2019 ti posso dire allora che oltre al video ad « uccidere la musica » si sono aggiunte migliaia di cose, tra cui il formato, le casse del mac, il telefono, la guerra del loudness, youtube, Despacito, ecc… Io penso piuttosto che sia il genere umano a distruggere quello che crea.

– Do you think to be a good arranger beyond composer? I guess your are brilliant as Georges Martin!

E’ uno dei sogni più grandi della mia vita, in ogni caso lusinghe a parte, attualmente sto registrando e lavorando al suono del disco di un percussionista qui a Roma, ed è veramente qualcosa che spero di portare avanti anche in futuro.

– Can you speak famous electronic composer or artist in France? Do you are intrigued in admiration on french artist?

La Francia al contrario dell’Italia è un territorio molto fertile per quanto riguarda l arte, c’è più benessere, cultura dell’intrattenimento e consapevolezza dei vantaggi che essa può portare, in Italia c’è un problema di povertà, corruzione, alfabetizzazione ridotta ed ignoranza diffusa che ci porta ad essere più a livello di un paese del sud America negli anni 70 che di un altro paese europeo, quindi si, ci sono molti artisti francesi veramente forti. Tra quelli più mainstream posso citare The Hacker, Gesaffelstain, Mr Oizo, mentre ce ne sono parecchi interessanti nella scena Rave, come Tettsuo, 25eme Dimension, Drone, Acidupdub, Cyclic Backwash, e chissà quanti altri che dimentico o non conosco.

Nonostante questo agli albori della diffusione del genere, credo che a Roma si sia arrivati ad un livello di sperimentazione superato solo da pochi altri al mondo, forse è questa l’unica cosa che mi spinge ad andare avanti con la musica nonostante la desolazione che si respira da queste parti, sapere che c’è stato qualcuno prima ti fa sentire meno solo.

Article: Interview Brosda spécial Electro Italie

Réalisation: Yanna Robert

Interview: Yanna Robert/ Brosda

Photo: archive personnelle de l’artiste

Traduction: Italien Français: Elisa Nicotra autrice  « La cours des Licornes »

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